Fitocomplessi

I fitocomplessi

In fitoterapia l’efficacia di un prodotto non è data da un singolo principio attivo, ma da un insieme di più sostanze chiamato fitocomplesso. Negli oli di cbd, il fitocomplesso è dato dai Cannabinoidi principali (CBD, CBG), sostenuti da altre molecole come terpeni (mircene, limonene etc.), flavonoidi, alcaloidi e altri gruppi di sostanze.

effetto entourage

L'effetto entourage

La teoria dell’effetto entourage descrive come la sinergia di cannabinoidi, terpeni, flavonoidi e altre sostanze, aumenti la loro efficacia e biodisponibilità.

Si possono trovare interazioni sinergiche tra diversi cannabinoidi (cioè “intra-entourage”) e tra cannabinoidi e terpeni (cioè “inter-entourage”). Ciò significa che la totalità dell’effetto è maggiore della somma degli effetti delle sue parti che la compongono.

Rispetto a prodotti contenenti un solo cannabinoide, quando una molecola dominante è supportata da altri derivati vegetali si ottiene il massimo beneficio.

la totalità dell’effetto è maggiore della somma degli effetti delle sue parti che la compongono

entourage effect what it is

Il termine ‘effetto entourage’ è stato coniato nel 1998 dai ricercatori israeliani Dr. Raphael Mechoulam e S. Ben-Shabat.

Il Dr. Mecholanum

Il Dr. Mecholaum, biologo e chimico israeliano, è stato il più influente ricercatore nella storia della cannabis. Ha identificato la struttura del CBD, insieme al professor Yechiel Gaoni nel 1963, l’anno successivo ha isolato e chiarito la struttura del THC. Negli anni ’70 ha isolato e sintetizzato altri componenti attivi, dando il via a ricerche biologiche e cliniche in tutto il mondo, dimostrando, per esempio, con il gruppo di ricerca brasiliano, l’efficacia antiepilettica del CBD. Quando scoprì la capacità di alleviare i sintomi del cancro e di altre malattie, fondò un’associazione per la promozione e lo studio dei farmaci cannabinoidi. È stato un pioniere anche nel descrivere il sistema endocannabinoide, identificando due componenti endogeni, l’anandamide e successivamente il 2-AG, recettori ed enzimi atti a scomporre gli endocannabinoidi prodotti naturalmente dal corpo umano.

Ethan Russo

Nel celebre studio del 2011, “Taming THC: Potential Synergy Cannergy and Phytocannabinoid-terpenoid Entourage Effects“,  Ethan Russo, neurologo e ricercatore di psicofarmacologia, direttore della ricerca e dello sviluppo per l’International Cannabis and Cannabinoid Institute, scrive che diversi cannabinoidi agiscono sinergicamente tra loro per produrre risultati benefici sulla salute e che

I contributi sinergici del cannabidiolo alla farmacologia e all’analgesia della cannabis sono stati dimostrati scientificamente

– Taming THC: Potential Synergy Cannergy and Phytocannabinoid-terpenoid Entourage Effects, Ethan Russo 2011  

Esempi di questo effetto sono: la capacità del terpene pinene nel contrastare la perdita della memoria a breve termine causata del THC, soprattutto in particolari formulazioni; una combinazione di CBD e limonene può invece funzionare per alleviare l’ansia.

Lo studio

Nel 2019 il dott. Mecholaum ha condotto uno studio sui cultivar, o ‘chemovars’, termine con cui indica le varietà chimiche di Cannabis, “The Case for the Entourage Effect and Conventional Breeding of Clinical Cannabis: No “Strain,” No Gain”.

Attraverso la meta analisi di undici studi che hanno coinvolto 670 pazienti, si è dimostrato che “il 71% dei pazienti è migliorato con estratti di cannabis predominanti di CBD rispetto al 36% di CBD purificato”, evidenziando che i cannabinoidi o altre molecole, come terpeni e flavonoidi potrebbero aver contribuito all’aumento del miglioramento del paziente.

11 studi

670 pazienti

71%

miglioramenti con estratti di cannabis predominanti di CBD

36%

Miglioramenti con estratti di cannabis di CBD purificato

Questi studi e altri forniscono una solida base per la sinergia della cannabis e supportano lo sviluppo di farmaci botanici rispetto a quelli dei singoli componenti

– The Case for the Entourgae Effect and Conventional Breeding of Clinical Cannabis: No “Strain,” No Gain”, Mecholaum 2019  

Un importante studio del 2020 sui terpeni accoppiati con cannabinoidi per il trattamento dei disturbi dell’umore e dei disturbi d’ansia, parte dalla considerazione che la cannabis non è un singolo prodotto, ma ha un complesso profilo molecolare, che produce una pletora di fitocannabinoidi insieme a una vasta gamma di terpeni. Pertanto, l’effetto entourage è il contributo positivo derivato dal connubio di terpeni e cannabinoidi

“Oltre ai cannabinoidi, altri metaboliti secondari della cannabis hanno mostrato effetti ansiolitici. Uno studio preclinico completo ha dimostrato che sostanze chimiche di origine vegetale come alcaloidi, terpeni, flavonoidi, acidi fenolici, lignani, cinnamati e saponine possiedono proprietà ansiolitiche”.

Pertanto, valutata positivamente la possibilità di potenziare l’attività dei cannabinoidi sui sintomi psichiatrici mediante l’aggiunta di terpeni e terpenoidi e analizzando i possibili meccanismi alla base degli effetti antidepressivi e ansiolitici, conclude che 

Questi prodotti naturali possono essere un’importante fonte potenziale di nuovi farmaci per il trattamento dei disturbi dell’umore e dell’ansia

– The “Entourage Effect”: Terpenes Coupled with Cannabinoids for the Treatment of Mood Disorders and Anxiety Disorders. , Ferber SG, Namdar D, Hen-Shoval D, Eger G, Koltai H, Shoval G, Shbiro L, Weller A.,  2020  

L’ultimo studio che citiamo è del 2018 di Baron Ep. ed è volto a valutare la letteratura medica esistente sulle proprietà di cannabinoidi, terpeni e flavonoidi. Anche in questo caso si evidenzia come si stiano accumulando prove dei vari benefici terapeutici dei cannabinoidi, specialmente nel trattamento del dolore, che possono applicarsi anche al trattamento dell’emicrania e del mal di testa. […] oltre che nella disintossicazione da oppioidi.

L’orientamento delle future ricerche è la conoscenza sempre più specifica delle singole proprietà medicinali di cannabinoidi, terpeni e flavonoidi e l’approfondimento delle ratio di composizioni sinergiche con effetti prevedibili per migliorare le terapie mirate a specifici sintomi e malattie.

Riferimenti bibliografici

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Cosa sono i CANNABINOIDI

struttura chimica cannabonoidi

I cannabinoidi sono sostanze chimiche di origine naturale.

Cannabinoidi del mondo naturale

I fitocannabinoidi

I fitocannabinoidi sono terpenoidi bioattivi che si trovano in alcune piante e funghi. Ne sono stati identificati una settantina finora, tra cui THC, CBD, THCV, CBN, CBC, CBL, CBG e molti altri.

I cannabinoidi più studiati finora sono quelli presenti in quantità maggiore nella pianta di Cannabis sono il THC e il CBD, entrambi con proprietà terapeutiche significative. Si distinguono primariamente perché il Thc (tetraidrocannabinolo) ha anche effetti psicotropi, mentre il CBD non ne ha. Questo avviene perché agiscono in modi diversi su diversi recettori nel cervello e nel corpo.

Cannabinoidi dal mondo animale

Gli endocannabinoidi

I cannabinoidi endogeni sono quelli generati dal corpo umano e animale, una classe di messaggeri lipidici che interagisce con i medesimi recettori dei fitocannabinoidi.

Questi composti si processano a livello del sistema nervoso centrale o del sistema nervoso periferico. A livello del sistema nervoso centrale, sono metabolizzati nei recettori CB1 e a livello del sistema nervoso periferico sono invece metabolizzati nei recettori CB2.

Gli Endocannabinoidi:

  • Anandamide (arachidonoiletanolamina, AEA)
  • Arachidonoilglicerolo (2-arachidonoilglicerolo, 2-AG)
  • Noladin (2-arachidonil gliceril etere, 2-AGE)
  • Virodamina (Arachidonic acid-2-aminoetil-estere.HCl)
  • N-arachidonoildopamina (NADA)

A cosa servono gli endocannabinoidi

Gli endocannabinoidi sono composti che il nostro corpo produce su richiesta in risposta a un fattore scatenante, come un evento stressante, traumatico, una malattia, un’infezione. Il corpo rilascia questi endocannabinoidi per preservare l’equilibrio interno a fronte delle sollecitazioni esterne.

Questi cannabinoidi endogeni fanno parte del sistema endocannabinoide, che è un regolatore fisiologico di molte funzioni e processi cognitivi come il sonno, l’appetito, il dolore, la termoregolazione, la reazione allo stress, il livello di energia e l’umore.

L’assunzione di fitocannabinoidi naturali può migliorare il nostro sistema endocannabinoide naturale in vari modi, principalmente ritardando la degradazione dei cannabinoidi endogeni in modo che il loro effetti duri più a lungo.

 Gli oli di CBD Deiva non contengono THC e non sono psicoattivi.

Cosa sono i TERPENI

struttura chimica cannabonoidi

La pianta di Cannabis Sativa L. produce innumerevoli composti chimici oltre ai principali cannabinoidi. Terpeni, terpenoidi e flavonoidi sono metaboliti secondari, non implicati nelle funzioni essenziali di crescita e riproduzione della pianta, ma che svolgono compiti legati alla sua difesa e comunicazione.

Diverse varietà hanno quantità relative molto diverse di queste sostanze. I terpeni sono responsabili del caratteristico aroma della pianta.

Ogni ceppo di cannabis ha un tipico profilo terpenoide, che differisce da altri ceppi sia qualitativamente che quantitativamente in base alla percentuale e composizione di terpeni presenti.

I terpeni vengono prodotti dai tricomi, piccole ghiandole cristalline a forma di fungo che ricoprono fiori e foglie di canapa, nella fase di fioritura. Proteggono la pianta dagli attacchi di insetti e animali e ne regolano la temperatura, evaporando all’occorrenza.

Differenti combinazioni di questi principi attivi generano effetti diversi. In base all’effetto entourage infatti, l’effetto di un elemento varia a seconda degli altri elementi compresenti.

Ad oggi sono stati individuati più di 100 terpeni diversi nelle piante di cannabis. Il loro ruolo nel determinare gli effetti specifici viene tutt’ora indagato, nel tentativo di comprendere sempre meglio l’effetto entourage.

I terpeni hanno tre effetti benefici primari:
combattere il dolore, ridurre l’infiammazione sistemica e abbassare l’ansia.

Gli oli di CBD DEIVA contengono un’ampia varietà di terpeni, grazie alla selezione dei cultivar da cui viene effettuata l’estrazione.

Sono state scelte varietà che contengono in quantità variabili tutti i seguenti terpeni:

  • ALPHA PINENE
  • BETA PINENE
  • MYRCENE
  • 3-CARENE
  • ALPHA TERPINENE
  • D-LIMONENE
  • OCTARIENE
  • G-TERPINENE
  • ALPHA TERPINOLENE
  • LINALOLO
  • GERANIOLO
  • ISOPUELGOLO
  • ALPHA-HUMULENE (o alfa-cariofillene)
  • TRANS-CARYOPHYLLENE o Beta cariofillene
  • NEROLIDOLO
  • GUAIOLO
  • BISABOLO

I terpeni DEIVA

Mircene

Il terpene più presente e in concentrazioni maggiori nelle nostre varietà è il mircene, che ha l’importantissima capacità di aumentare la permeabilità cellulare e, di conseguenza, favorire un assorbimento dei cannabinoidi più rapido . Oltre ad avere effetto antinfiammatorio e analgesico e aiutare nel trattamento del dolore e del sonno.

I terpeni DEIVA

Terpinolene

Alcune di queste varietà hanno anche importanti concentrazioni di Terpinolene, un terpene piuttosto raro nella cannabis con importanti proprietà antiossidanti e una potenziale capacità di prevenire l’ossidazione delle lipoproteine responsabili del colesterolo che può indurre malattie cardiovascolari. Ha inoltre effetto sedativo ed efficacia calmante sul sistema nervoso centrale, che lo rendono interessante per attenuare ansia, stress e nervosismo.

I flavonoidi

I flavonoidi sono composti polifenolici che conferiscono il colore a piante, fiori, foglie e polline. I loro colori brillanti proteggono le piante dalla luce del sole e da altri pericoli. Hanno potenziali proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti, e viene tuttora indagata la loro capacità di migliorare il benessere generale, l’umore e la memoria.

La cannabis produce diversi flavonoidi che non si trovano in altre piante, tra cui l’apigenina e la quercetina e la Cannflavina A. Quest’ultima promette buoni risultati come antinfiammatorio, senza provocare effetti collaterali.

I terpenoidi

I terpenoidi si dividono in monoterpenoidi e sesquiterpenoidi. Si trovano, come i terpeni, nelle teste dei tricomi e svolgono funzioni simili a loro. I terpenoidi sono farmacologicamente attivi e la ricerca scientifica ne ha dimostrato notevoli potenzialità. Ad esempio, il sesquiterpenoide beta-cariofillene svolge il ruolo sia di un terpenoide che di un cannabinoide. La molecola si lega al recettore CB2 del sistema endocannabinoide ed esercita un effetto lenitivo sull’organismo.

Ognuna di queste singole sostanze ha caratteristiche proprie, ma è il loro complesso ad avere maggiori proprietà, grazie all’effetto Entourage.

Ognuna di queste singole sostanze ha caratteristiche proprie, ma è il loro complesso ad avere maggiori proprietà, grazie all’effetto Entourage.

Lo studio

Nel famoso studio del 2011 del dott. Ethan Russo, egli riporta che “Sia i terpenoidi che i cannabinoidi aumentano il flusso sanguigno, migliorano l’attività corticale e uccidono gli agenti patogeni respiratori, incluso l’MRSA, il batterio resistente agli antibiotici che negli ultimi anni ha causato la morte di decine di migliaia di americani”. 

Le interazioni cannabinoidi-terpenoidi potrebbero produrre sinergia rispetto al trattamento del dolore, dell’infiammazione, della depressione, dell’ansia, della dipendenza, dell’epilessia, del cancro, delle infezioni fungine e batteriche.

– Taming THC: Potential Synergy Cannergy and Phytocannabinoid-terpenoid Entourage Effects, Ethan Russo 2011  

Riferimenti bibliografici

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Terpeni utili nella gestione del dolore

Il dolore influisce direttamente sulla qualità della vita.
È stato dimostrato che alcuni terpeni, soprattutto se associati ad altre molecole (cannabinoidi, flavonoidi) aiutano nella gestione del dolore.

Il D-Limonene

ha ridotto i punteggi di infiammazione in studi preclinici e in uno studio clinico sull’uomo, ha ridotto uno specifico marcatore infiammatorio nei partecipanti anziani che ricevevano un integratore contenente il 95% di limonene.

Il mircene

inibisce la produzione di alcuni marcatori infiammatori. Agisce tramite la prostaglandina E2 (PGE-2). Inibisce la produzione di protossido di azoto (una sostanza pro-infiammatoria) da parte delle cellule infiammatorie. È stato scoperto che il terpene abbassa del 78% un marcatore infiammatorio specifico nel sangue per l’osteoartrosi.

L’ocimene (octatriene)

ha aroma floreale e citrico.
Ha proprietà antinfiammatoria, “inibisce efficacemente l’attività della COX-2”, un enzima che causa infiammazione e dolore (2020, Pharmaceutical Sciences Asia. Oltre ad avere capacità antiossidanti, antifungine e Antivirali:
nel 2008 è stato scoperto che un’attività antivirale “interessante” contro la SARS-CoV, sindrome respiratoria acuta grave, un coronavirus aereo emerso in Cina nel 2002 che provoca febbre, mal di testa, tosse secca e polmonite.

Beta-cariofillene (BCP)

può agire in sinergia con il CBD per conferire benefici antinfiammatori. Modula numerosi bersagli molecolari alterandone l’espressione genica, le vie di segnalazione o tramite interazione diretta. Si è inoltre rivelato essere promettente come agente neuroprotettivo per il dolore neuropatico e le malattie metaboliche.

Alfa-umulene

presente anche in pini e orchidee, ha dimostrato di possedere importanti proprietà antinfiammatorie in modelli animali.

Il Linalolo

in un modello animale linalolo e acetato di linalolo hanno dimostrato possedere proprietà antinfiammatoria, mostrando una riduzione dell’edema indotto.

Pinene

gli oli essenziali di piante ricche di alfa e beta-pinene riducono l’infiammazione in vari modelli animali. Sembra che ciò avvenga attraverso l’inibizione degli enzimi COX, responsabili della produzione di composti proinfiammatori all’interno del corpo (prostaglandine).

Riferimenti bibliografici

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Terpeni utili per il sonno

La mancanza di sonno influenza negativamente ogni sfera della vita quotidiana. Il sonno insufficiente interferisce con la concentrazione e aumenta il rischio di malattie croniche come malattie cardiovascolari, ipertensione e diabete. Aumenta anche la probabilità di obesità e depressione.

Lo studio

È stato dimostrato che il mircene aumenta il tempo di sonno dei farmaci barbiturici e la durata del suo effetto analgesico supera quella della morfina (quattro ore). Uno studio del 2002 ha evidenziato 

l’effetto sedativo del mircene e la sua efficacia per chi soffre di ansia, insonnia e altri disturbi del sonno.

Il Linalolo

è stato utilizzato per secoli come aiuto per il sonno. Questo sembra dovuto al fatto che aumenta i livelli cerebrali di adenosina, un depressore del sistema nervoso centrale. Riduce l’ansia provocata dal THC puro e ha effetti sedativi se inalata. Fa aumentare i livelli cerebrali di adenosina, un depressore del sistema nervoso che a livelli elevati, provoca sonnolenza.

Beta-cariofillene (BCP)

può essere utile per l’insonnia grazie alle sue proprietà rilassanti. Uno studio farmacologico ha dimostrato che un olio essenziale contenente cariofillene era efficace nel trattamento per l’insonnia.

Il Terpinolene

si trova nel lillà, nella noce moscata, nel cumino e nelle mele. La ricerca scientifica ha stabilito che ha effetti sedativi, soprattutto se inalato. È un potente soppressore del sistema nervoso centrale.

Il Nerolidolo

il suo aroma ricorda la corteccia di un albero. Si trova per esempio nello zenzero, nel tea-tree e nel gelsomino. Ha proprietà antiossidanti, neuroprotettive e antinfiammatorie. Ha effetto sedativo, soprattutto insieme al CBN.

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Terpeni contro stress, ansia

I seguenti terpeni hanno dimostrato di essere utili contro l’ansia e il sollievo dallo stress in vari studi. Poiché l’ansia e lo stress generalmente coesistono con la depressione, citiamo anche i terpeni che agiscono come antidepressivi.

Il D-limonene

è noto per produrre una sensazione di benessere. Agisce come ansiolitico e aumenta i livelli di serotonina, in modo simile ad alcuni antidepressivi, aumentando la permeabilità delle membrane cellulari.
Il lavoro clinico sull’uomo supporta l’uso del limonene per la depressione. Uno studio in Giappone ha dimostrato che i pazienti depressi esposti al profumo di agrumi hanno sperimentato la normalizzazione dei punteggi di depressione di Hamilton.

L’ Alfa-pinene

per inalazione, nei topi ha prodotto un effetto ansiolitico. Uno studio ha indicato che solo la dose dello 0,03% esercita effetti inibitori sull’ipertermia stimolata dallo stress. Inoltre, la dose dello 0,3% ha ridotto le risposte cardiache; pertanto, si è concluso che dosi variabili di α-pinene si legano a diversi recettori olfattivi e stimolano diversi tipi di eventi neuronali. Il beta-pinene invece sembra agisce come stabilizzatore dell’umore.

Beta-cariofillene

ha effetti ansiolitici mediati attraverso i recettori 5HT1A (serotonina), simili ad alcuni farmaci antidepressivi e ansiolitici. L’aumento dei livelli di serotonina ha un effetto antistress.

Il Linalolo

possiede proprietà antidepressive e ansiolitiche.

Il Bisabiolo

ha un aroma simile al miele, si trova anche nella camomilla. Ha effetto rilassante.

Il Carene

ha un aroma di muschio e agrumi dolci. Gli studi effettuati finora suggeriscono che possa apportare benefici al sistema nervoso, migliorando la memoria.

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